Cellophane è il sipario interposto tra lo sguardo e il mondo. È lo scarto nel processo di fruizione, l’indice dell’impossibilità del racconto, la velatura emozionale che distorce. Cellophane è ancora il disperato tentativo di preservare l’altrimenti essere deciduo delle cose. Protegge, distacca, ma non nasconde.

Cellophane is the curtain between the look and the world. It represents the residual left in the fruition process, the impossibility of an objective story-telling, the feelings' patina that twists each story. Cellophane is also the desperate attempt to preserve things' transiency. It defends, detaches, but does not hide.